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Comité de Jumelage

Présidente : Florence Figueredo

Vice – Président : Hedvig Gervais

Trésorière : Pascale Chevalier

Secrétaire : Catherine Pierrot

Réprésentantes pour Cerreto Guidi : Valérie Lemaire et Marie-Christine Lecras

Associazione per i gemellaggi con il comune di Cerreto Guidi

Presidente : Fernando Sani

Vice presidente : Margherita Porrà

Tesoriere : Marcello Lotti

Referente per Saint-Marcel: Anna Maria Macelloni

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Luca Fanciullacci

                                      

               SAINT MARCEL E CERRETO GUIDI INSIEME

 

A cura di : Luca Fanciullacci , sindaco di Cerreto Guidi dal 1995 al 2007

 

L’amico Aido Fattori, mi permetto di chiamarlo così adesso, ha ricostruito bene i primordi del gemellaggio fra il Comune di Cerreto Guidi e quello di Saint Marcel. Le sue parole ricostruiscono il clima che caretterizzò i primi incontri con il Sindaco Gerard Volpatti e monsieur De La Porte, i temi su cui si concentrarono i colloqui, le ipotesi di allargare lo scambio ad altri ambiti oltre quello scolastico, che pure rimane fondamento essenziale del gemellaggio.

 

Condivido in pieno quanto espresso dall'amico Aido Fattori ( mi permetto di chiamarlo così adesso)

in merito alle caratteristiche e agli obiettivi che furono posti alla base della Carta del gemellaggio .

Aggiungo solo alcune considerazioni per spiegare le ragioni che spinsero me e la Giunta Comunale, e poi il Consiglio Comunale tutto, a valutare positivamente e a dare il via libera al gemellaggio fra i due Comuni.

Ricordo che già nel primo incontro, in cui il Preside Fattori mi raccontò con passione degli scambi scolastici con Saint Marcel e chiese di valutare la possibilità di sostenerli come Comune, capii che le due istituzioni scolastiche avevano messo in piedi un lavoro serio e impegnativo, che poteva essere supportato e sviluppato, allargandolo ad altri ambiti della vita delle due municipalità.

Rimasi colpito dal fatto che gli alunni italiani fossero ospitati in famiglia e ospitassero a loro volta i corrispondenti d'oltralpe, questo non solo era un modo efficacie per accrescere le competenze linguistiche, ma anche per conoscere meglio la vita quotidiana, familiare e scolastica attraverso un confronto diretto.

A quell'epoca , un quarto di secolo fa, lo scmbio studentesco era da considerarsi un progetto di frontiera, in quanto non veniva data da molti istituti questa possibilità. Nello stesso tempo si offriva l’opportunità alle famiglie, non solo alla comunità scolastica o, successivamente, ai rappresentanti istituzionali dei due comuni, di aprirsi alla conoscenza dell’altro, all’accoglienza, e all’amicizia vera e propria.

 

Sappiamo infatti, quanti legami si siano costituiti in questi lunghi anni fra le due realtà, come ho potuto personalmente verificare in occasione del ventesimo del gemellaggio, a cui ho avuto l’onore di essere invitato, che vivono anche oltre le visite e gli scambi ufficiali.

Mi preme rimarcare che si parla di eventi di un quarto di secolo fa, quando lo “scambio studentesco” era da considerarsi ancora quasi un progetto di “frontiera”; il parlare con proprietà due o più lingue, l’accrescere le proprie competenze con viaggi di studio all’estero, non era allora un’ esperienza così frequente ed era prevalentemente privata, non legata direttamente al proprio istituto.

Lo stesso progetto Erasmus d’altronde, rivolto a studenti ben più grandi, quelli dell’ Università appunto, aveva cominciato a muovere i primi passi da pochi anni.

Ma la cosa più interessante della proposta della scuola fu che essa si inseriva in un’idea di Europa, ancora oggi in gran parte da costruire, fatta dai popoli e dalle comunità, non solo dall’economia o dagli scambi commerciali.

Un’Europa in cui credevamo e crediamo e che, di lì a poco, avrebbe fatto un primo passo, non certo sufficiente ma importante, nella giusta direzione con l’adozione della moneta unica.

Condividemmo, con i “miei “ assessori, quella proposta perché si sposava con l’idea che avevamo di un Comune aperto all’Europa, al multiculturalismo, al multilinguismo, alla solidarietà, e anche allo scambio su diversi versanti: quello amministrativo, quello sociale ed economico, e anche quello delle stesse feste e tradizioni locali.

Tutto quello che abbiamo alle spalle, lo sviluppo che il gemellaggio ha avuto in tutti questi anni, (ben oltre ogni aspettativa), l’apporto via via dato dalle Amministrazioni succedutesi, quello garantito dai due Comitati del Gemellaggio, tutto questo non avrebbe potuto verificarsi se non si fosse partiti dall’esperienza decisiva della scuola che ha fatto da “apripista”.

La successiva partecipazione corale delle due comunità ha permesso poi di avviare quel progetto ancora più ampio che abbiamo da poco rinnovato a Saint Marcel con la Firma di Gerard Volpatti e di Simona Rossetti.

A questo straordinario risultato ha contribuito il lavoro di tanti volontari del Comitato, di operatori economici, quello istituzionale e tecnico del Comune. Mi permetto solo di ricordare, fra i tanti che si sono fortemente impegnati per far vivere il gemellaggio, Sergio Brotini, di cui abbiamo giustamente onorato la memoria due anni fa nelle cerimonie tenute a Saint Marcel per il ventesimo, per il suo attivismo e impegno nel tenere vivo lo scambio.

Uno gemellaggio dunque che vive da oltre 20 anni al punto che, non essendo abituato, come penso lo siano gli insegnanti, a veder passare tante generazioni di studenti, sono rimasto impressionato, durante le celebrazione a Saint Marcel, nel vedere l’entusiasmo di tante ragazze e tanti ragazzi della nostra delegazione che non erano neppure nati quando io e Gerard firmammo il Patto nel 1999.

Soprattutto per loro, per le nuove generazioni vale la pena impegnarsi per proseguire con ancora più convinzione quel percorso.

Il resto è storia di questi ultimi mesi. Il terribile evento pandemico che ci ha colpito ha rallentato solo momentaneamente il progetto. Esso troverà nuove modalità di funzionamento fino al superamento definitivo dell’emergenza sanitaria e sono sicuro che ripartirà con ancora più forza non appena torneremo alle condizioni di normalità.

Continueremo, continuerete, a dare un grande contributo a ciò che prevede il Programma Europa per i Cittadini che, nella presentazione italiana del ruolo dei gemellaggi, reca fra l’altro:

“Coinvolgendo direttamente i cittadini, il gemellaggio favorisce il processo di integrazione europea promuovendo il dialogo interculturale, lo scambio di esperienze, conoscenze e valori, il confronto costruttivo di opinioni e l'arricchimento reciproco, contribuendo quindi alla definizione dell'identità comune europea.

Queste partnership, combinando e coordinando le azioni delle istituzioni e della cittadinanza, migliorano realmente la comprensione reciproca degli abitanti delle diverse municipalità, rendendoli maggiormente consapevoli della loro appartenenza all'Unione Europea e, contestualmente, corroborando il sentimento di identità europea.”


 

Luca Fanciullacci

 

 

Maggio 2021

 

        SAINT  MARCEL  ET  CERRETO GUIDI  ENSEMBLE

 

Par : M. Luca Fanciullacci , maire de Cerreto Guidi de 1995 à 2007

 

Je partage pleinement tout ce qui a été exprimé par mon ami Aido Fattori, (je me permets de l'appeler ainsi maintenant), au sujet de l'ambiance des premières rencontres avec Gérard Volpatti et M. De La Porte ( le principal d'alors ), des caractéristiqes et des objectifs qui ont été mis à la base de la Charte du jumelage.

J'ajoute seulement quelques considérations pour expliquer les raisons qui m'ont poussé avec tous les adjoints et tous les conseillers municipaux à évaluer favoreblement et à donner le feu vert au jumelage entre les deux Communes.

Je rappelle qu'à partir de la première rencontre où le principal M. Aido Fattori me racontait avec enthousiasme les échanges scolaires avec le collège de Saint Marcel et demandait d'évaluer la possibilité de les soutenir en tant que commune, j'ai compris que le travail effectué était séieux et absorbant. L'échange scolaire pouvait être pris en charge et développé en l'étendant à d'autres domaines de la vie des deux municipalités.

J'ai été impressionné par le fait que les élèves italiens étaient reçus en famille et qu'à leur tour ils recevaient leurs correspondants cisalpins. Tout cela était non seulement une manière efficace pour accroître leurs compétences linguistiques, mais aussi pour mieux connaître la vie quotidienne, familiale, scolaire à travers une confrontation directe. Àcette époque-là, il y a un quart de siècle, l'échange scolaire était consideré comme un projet de frontière, puisque cette opportunité n'était pas offerte par beaucoup d'instituts scolaires. En même temps on

offrait la possibilité pas seulement à la communauté scolaire, mais aussi aux familles et puis aux représentants des deux communes de s'ouvrir à la connaissance de l'autre, à l'accueil et à une véritable amitié.

Cependant le plus intéressant était que la proposition de l'école s'intègre bien dans une idée d'Europe construite par les peuples et par les communautés et pas seulement par l'économie ou les échanges commerciaux. Une Europe ouverte au multiculturalisme, au multilinguisme, à la solidarité et aussi à l'échange sur différents fronts : administratif, social, économique, culturel. Ces objectifs ont été pleinement partagés par le Conseil municipal d'alors que je présidiais et qui ne sont pas encore atteints.

Au cours de ces années le développement du jumelage a profité de la contribution progressive apportée par les différentes Administrations qui se sont succédées et aussi de l'engagement des deux comités de jumelage. Ce développement n'aurait pas pu se réaliser si nous n'avions pas commencé par l'expérience décisive avec l'école en éclaireur.

La participation chorale successive des deux communautés et, les forts liens d'amitié au cours des années ont ensuite permis d'entreprendre un projet encore plus vaste, lequel a été renouvelé , il y a peu de temps, à Saint Marcel par la signature des deux maires M.me Simona Rossetti et M. Gérard Volpatti.

Ce résultat extraordinaire a été également atteint grâce à la contribution de nombreux volontaires du comité de jumelage, parmi lesquels, je me permets de rappeler, Sergio Brotini, que nous avons honoré pour son engagemenr et son activisme à Saint Marcel pendant les célébrations du vingtième anniversaire.

À cette occasion j'ai été vraiment touché en voyant l'enthousiasme de nombreuses filles et de nombreux jeunes de notre délégation qui n'étaient pas encore nés quand Gérard et moi, nous avons signé la Charte du jumelage en 1999.

C'est surtout pour les nouvelles générations qu'il vaut la peine de nous engager et de poursuivre ce parcours toujours avec plus de conviction.

Le reste c'est histoire de ces derniers mois. Le terrible événément pandémique qui nous a frappés n'a ralenti que momentanément ce projet. Il s'appuiera sur de nouvelles modalités de fonctionnement jusqu'au dépassement définitif de l'émergence sanitaire. Je suis sûr que le projet repartira encore plus vigoureux dès que nous reviendrons à des conditions de vie normale.

Le programme Europe donnera un remarquable coup de pouce en favorisant le procès d'intégration, en promouvant, à travers une confrontaion continuelle, le dialogue interculturel, l'échange de connaissances, d'expériences et de valeurs pour contribuer ainsi à la définition d'une identité commune européenne.

 

Luca Fanciullacci

 

Mai 2021